mi stavo chiedendo che senso abbia fare dei sondaggi per conoscere le aspettative e gli interessi dei soci, raccoglierne i risultati e pubblicarli addirittura in un numero speciale del GEKO Magazine (nr 64) per poi non vedere un minimo interesse su quanto si è appena affermato.
Risulterebbe che un buon 60% dei soci sembrerebbe interessato all’autocostruzione e voglio crederci, come credo che queste non siano solo parole ma che una discreta parte di questo 60% (rappresenterebbe almeno 400 soci, HI ) una qualche esperienza l’abbia fatta …
Questo cozza con la difficoltà di far uscire il nostro Bollettino GEKO Magazine con degli articoli tecnici se non dando fondo ad esperienze personali di qualche volenteroso o sollecitando di persona qualcuno a condividere una sua esperienza.
Eppure quello di condividere dovrebbe essere un impegno morale assunto all’atto dell’iscrizione al Club. Mi riferisco ovviamente ai soli in grado di farlo, non ai soli utilizzatori di apparecchiature.
A me basterebbe che anche solo uno di chi mi ha letto fin qui un domani rispondesse con la promessa ci invierà un qualcosa che noi con grande piacere condivideremo a nostra volta con tutti i soci.
Io credo che molti non si ritengano “adeguati” a scrivere qualcosa.
In realtà le esperienze condivisibili sono tantissime. Se costruiamo una antenna, un pacco batterie fatto con un certo criterio, un microfono, un modo particolare per sorreggere una canna da pesca, una qualsiasi cosa che ci torna utile nelle nostre attività è più che degno di pubblicazione, ma soprattutto utile agli altri.
In ambito autocostruzione 30 anni fa non era molto diverso, ovvero pochi pubblicavano e molti erano utenti passivi. La grande differenza è che oggi è sparita la “fascia media”, ovvero si passa dal principiante assoluto all’esperto di lunga esperienza, in mezzo non c’è un bacino di utenti autocostruttori. Ho avuto conferma di questa situazione quando ho fatto il sondaggio per preparare le serate On line Quaderni di Radiotecnica. Per chi volesse scaricare i Bollettini PDF del I QRP Club ( che spedivo negli anni 2000 a circa 400 iscritti ):
anche io mantengo qualche numero del Bollettino dell’IQRP, cioè da quando io mi iscrissi su invito del compianto Franz I3FFE (ex I7FFE) ottenendo il numero #280.
Devo dire che vi ho trovato spesso spunti utilissimi per autocostruttori della cosiddetta “fascia media”.
Il fenomeno è generalizzato.
Penso alla preparazione dei ragazzi a scuola, ad esempio, che tocco con mano facendo 40 ore di insegnamento all’anno. Ci sono (pochi) ragazzi preparatissimi e (tanti) a zero. Manca tutta la fascia intermedia.
Buongiorno a tutti cari colleghi!!!
Provo nel mio piccolo a condividere questa esperienza autocostruita, i coda a migliaia di valigette radio/emergenza che oramai, nel web si trova di tutti i tipi, gusti, salse…
Lavorando nell’ ambito metalmeccanico (parto avvantaggiato), attrezzature e materiali, sono per il 90% del progetto, è tutto materiale di recupero, recuperato da cassetti, scatoloni dimenticati, materiali elettrico avanzato da impianto di casa, anche benna dei rottami, come la valigetta porta attrezzi, quindi restaurata per la mia prima esperienza/valigetta radio!
Inizio con il “rinforzare” le pareti della valigetta dato che esternamente, sembrano in alluminio, ahimè sono in compensato con pellicola di alluminio (carta stagnola per intenderci), oltre al peso del contenuto, anche per migliorare e garantire robustezza per il fissaggio dei vari elementi, applico sui fianchi, lamiere di 3mm in alluminio (sempre materiale di scarto recuperato in officina), incollo ed applicato una pellicola gommosa (recuperata da avanzi di isolante per tubi da caldaia);
materiale acquistato: tasto selettore a 3 vie, presa da pannello maschio C14 (costo totale meno di 20€);
Materiale di cablaggio, come fili, morsetti, salvavita, scatole di plastica modificate, cavo 220 C14 femmina da un vecchio PC, presa accendisigari, etc etc, recuperato da fondi di cassetto (come la chiamo io…magic box);
Spero sia spunto per idee o possibili soluzioni per altri…nulla di ché, per chi si vuole divertire con il fai da te e reciclare materiali abbandonati (come dice il detto, uno scarto per qualcuno può essere un tesoro per un altro)…buona giornata!
IU2RNS 73!!!
Concordo. Io non mi ritengo un autocostruttore nel vero senso della parola ma un replicatore di progetti altrui che poi modifico in piccolissima parte in base alle mie esigenze. Tanti progetti in rete sono bellissimi ma se vengono fatti con materiale di recupero per molti, che non hanno quella fonte, diventano difficili da realizzare perchè magari per recuperare una lamina di lamiera 20x30 …devi acquistarne un metro e poi magari non hai attrezzi specifici per tagliarla. Ci sono invece ottimi articoli con indicato il materiale necessario ed i link per acquistarlo. Chi è in grado di progettare qualcosa dovrebbe tenerne conto durante la stesura della relazione e magari indicare un materiale equipollente da acquistare in sostituzione del fondo di magazzino che ha utilizzato… E’ un lavoro in più ma potrebbe aumentare la platea dei “replicatori” HI HI
Bella realizzazione!!
Grazie mille Simone!
Primo progetto…si può fare di meglio e migliorare sicuramente!!!
Working in progress per la prossima!!!
Hai fatto una giusta riflessione.
A mio parere, che pubnlica lo fa per il piacere di poter costruire qualcosa che possa essere utile ad altri, oltre che per se.
L’interesse viene poi espresso per capacità e reale utilizzo.
Comunque ritengo utile qyalsiasi iniziativa, dalla più semplice alla piu complessa, dove ognuno può applicarla secondo le proprie capacita.
Fare un corso sarebbe utile, purtroppo l’elettronica è così vasta che sarebbe molto difgicile poterlo attuare con profitto.
Una volta la scarsità e onomica e l’abbondanza di materiali i ducevano molti ad intrapprendere la via dell’autocostruzione. Oggi purtroppo la disponibilita di tanti e complessi apoarati ha fermato quella tendenza
IU5IZY
Per me Rolando hai colpito nel segno, il servizio di radioamatore ha come scopo ha come scopo "l’istruzione individuale, di intercomunicazione e di studio tecnico.
Nel nostro piccolo lo facciamo tutti. Da scoprire il funzionamento di un apparato DMR e di una rete DMR (tutt’altro che banale), alla realizzazione di una antenna o di un vero e proprio apparato.
Per me non ce ne rendiamo conto, ma tutti noi nel nostro piccolo o nel nostro “grande” facciamo questo tipo di attività.
Tanti pensano che la loro attività di studio o ricerca non valga la pena di essere diffusa o condivisa “perché poca cosa”, quando non è mai così.
Per quanto riguarda l’autocostruzione “classica”, concordo con te, le condizioni economiche sono fondamentali stimolare le persone ad ingegnarsi.
Ho già scritto da qualche parte che mi piace seguire con interesse dei gruppi di OM Indiani: per l’oro l’autocostruzione è una necessità (ai costi si aggiungono i dazi di importazione folli), ed hanno a disposizione un numero limitato di componenti elettronici relativamente moderni ma non pensati all’impiego RF.
Bhe, l’inventiva che hanno è notevole, c’è molto da imparare. Purtroppo sono “fissati” con i modi digitali (anche per necessità, vivono in ambienti saturi di QRM e spesso FT8 è l’unico modo per “sentire” dei segnali).
Vedi, io vengo dalla vecchia scuola, ho iniziato con le valvole, pochi soldi e tanta passione e oggi mi posso divertire a progettare e costruire quello che mi piace.
Alla base di tutto serve la passione che va messa davanti ad ogni interesse, qualunque quello sia…
Mi ricordo un aneddoto della mia gioventu - quando avevo 14 anni ed ero alle prime armi con l’elettronica che studiavo in privato su liberi regalati dai miei parenti e dalle riviste dell’epoca, c’era un mio amico coetaneo figlio di un noto riparatote radio del paese che si vantava di sapere riparare una radio facendo il sapientone.
Per me fu un fulmine a ciel sereno…mi detti l’obiettivo di riuscirci il prima possibile e nel giro di pochi mesi capii come funzionava una supereterodina. In termine di un anno e mezzo riuscii a costruire un ricevitore a doppia conversione impiantando una radiolina a transistor su una radio a valvole e costruii un trasmettitore a valvole con finale EL84 sul canale 7 delka CB. Ricordo ancora l’emozione che provai quando uno mi rispose alla mia chiamata.
Per gli indiani concodo con te…6 o 7 anni fa comprai da loro una scheda iuBTX di un ricetrans in HF sulla quale ci costruii la mia orima radio QRP che ancora oggi uso al posto del FT-818. Direi che ci sono affezionato relegando quasi in disparte quello blasonato
Un consiglio a tutti - pubblicate tutto quello che fate, anche cose semplici…si comincia cosi…
Bion lavoro a tutti
73 da IU5IZY
Rolando
Roland
grande Rolando ! Ce ne fossero ancora come te …
Ciao Roberto, grazie per le tue belle parole.
Spero che siano di stimolo a tanti che vorrebbero approfondire queste tematiche.
Non importa chd per forza uno deve costruire qualcosa, è sufficiente usare abche oggetti commerciali ma imparare a gestirli e capire a fondo il funzionamento, magari aiutati da strumentaziobe oggi a buon mercato.
Non si deve partirs per una exlerienza in QRP senza avere la certezza che le atteezzature non rislondino alle esigenze vanificando la giornata.
Firse conoscere bene i sistemi radianti non farebbe male e su quelli credo che tanti ci possono mettere le mani.
Ultimamente ho cistruito una nuova Yagi a 6 elementi per i 144 dal peso di 2 Kg per uso portatile e QRP. La vecchia pesava 6 Kg…l’età ava za e il peso ha la sua importabza.
Ha 144.200 ha un rapoirto SWR di 1:1 esupporta benissimo anche 300 W.
Mi preparo per il contest MQC…
73 da IU5IZY